Shortcode WordPress: vantaggi e svantaggi

Gli shortcode WordPress sono dei piccoli codici che vengono inseriti nell’editor grazie all’uso di parentesi quadre, con lo scopo di inserire determinate funzionalità. Il loro utilizzo è pratico e immediato: basta infatti incollarli direttamente all’interno dell’editor di testo della pagina o del post dove vuoi far apparire l’elemento corrispondente e il gioco è fatto!

Ora, considera che le potenzialità degli shortcode praticamente illimitate. Se infatti è vero che alcuni shortcode fanno parte della piattaforma WordPress e possono essere usati indipendentemente dal tema e dai plugin che sono installati sul tuo sito (come video, gallery, audio, ecc.), altri possono essere creati appositamente dagli sviluppatori.

Ma perché spesso gli shortcode sono visti come un “male”?

C’è un problema con gli shortcode di WordPress

Da molti anni tra gli sviluppatori di temi WordPress è avanzata una tendenza che sta dividendo la community di questo CMS e che in modo altalenante viene riproposta con dubbia convinzione: l’uso (o l’abuso?) di shortcode che sostituiscono i codici HTML di base. Ma perché gli shortcode non sembrano piacere a tutti?

Per comprenderlo cominciamo con un piccolo esempio. Immaginiamo di creare uno shortcode chiamato [note] il cui scopo è quello di evidenziare un testo per farlo risaltare rispetto al normale contenuto di un post.

Dunque, creando un testo e chiudendolo all’interno dei tag shortcode di apertura [note] e di chiusura [/note], nell’editor del post, il testo apparirà in buona evidenza rispetto al testo del normale paragrafo.

Ma perché tutto questo dovrebbe creare non pochi fastidi? Perché alcuni sviluppatori sono dichiaratamente contro l’utilizzo degli shortcode?

Sebbene a prima vista l’utilizzo di uno shortcode come quello sopra anticipato potrebbe essere una buona idea, in realtà ci sono alcuni problemi che meritano di essere affrontati e che potrebbero scoraggiare l’utilizzo di questo tipo di codice.

Effetto “lock in”

Il primo problema che alcuni sviluppatori e esperti di WordPress lamentano è che utilizzando gli shortcode nei temi i creatori stanno vincolano gli utenti all’utilizzo dei loro temi per sempre.

Se infatti si passa a un altro tema che non ha lo stesso shortcode [note], l’aspetto del testo nel front-end del sito ne risentirà, lasciando in evidenza nel testo gli shortcode che, a quel punto, non attiveranno più alcuna funzione.

Diciamo subito che questo problema non è un grande dramma se abbiamo pochi post da revisionare: basta entrare nell’editor e modificare manualmente il contenuto al netto dell’assenza degli shortcode. Il problema è però piuttosto serio se abbiamo 100, 500 o 1.000 post che utilizzano questo shortcode.

Insomma, all’utente che si trova in questa situazione non rimane altro da fare che continuare a usare lo stesso tema o scegliere di affrontare il problema, spesso con una risoluzione manuale piuttosto dispendiosa in termini di tempo.

codice wordpress

Sostituzione dell’HTML di base

L’HTML e il CSS non sono difficili da imparare, soprattutto per realizzare qualcosa di così elementare come l’evidenziazione di un test. Pertanto, piuttosto che definire degli shortcode, gli sviluppatori dei temi potrebbero definire delle classi CSS che gli utenti possono utilizzare nei loro post.

Questo approccio riserva peraltro diversi benefici che meritano di essere ricordati:

  • non c’è alcun effetto lock-in come sopra;
  • si fornisce agli utenti un modo per imparare alcuni degli strumenti di base del web;
  • consente a diversi elementi di utilizzare una classe, per un markup più semantico;
  • non è necessario il PHP per creare shortcode inutili.

Insomma, lo sviluppatore di cui sopra, al posto dello shortcode [note], potrebbe creare una classe .note e inserire del semplice CSS nel file style.css del tema.

Gli shortcode: le argomentazioni a sostegno

Certo è che non mancano – occorre rammentarlo per una maggiore chiarezza – coloro che sostengono che gli shortcode apportano dei benefici all’utilizzo degli editor. E il primo, intuibilmente, è che per gli utenti potrebbe essere più facile capire gli shortcode che l’HTML di base.

In realtà, non sempre è così. Tornando agli esempi di cui sopra, [note] non dovrebbe essere poi troppo più facile da usare rispetto a <p class=”note”>.

Come spesso accade nella vita, però, forse c’è la possibilità  di trovare un compromesso. Ammesso che l’argomentazione della maggiore semplicità dell’uso degli shortcode possa essere considerata valida, si potrebbe domandare agli sviluppatori la possibilità di aggirare il problema dell’effetto “blocco” attraverso dei plugin loro creati che, in caso di abbandono del tema, possano permettere agli utenti di portare con sé i propri shortcode da un tema all’altro.

Lascia un commento